Jobiniando: le stelle della bossa nova illuminano Campo di note

Antônio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim, comunemente noto come Tom Jobim, o più semplicemente Il Maestro, fu un innovatore della musica tradizionale brasiliana.

A lui si attribuisce la nascita della Bossa nova – un nuovo genere musicale nato alla fine degli anni Cinquanta che, partendo dal samba canção, immerge le sue sonorità nelle miscele culturali della “rive gauche” francese, dalle atmosfere minimaliste e dal sapore cool jazz.

Considerata una nuova maniera di eseguire il samba, la Bossa nova nasce proprio con Tom Jobim, con la sua “Sinfonia de Rio de Janeiro”, del 1955. Al Maestro il Festival Campo di note ha dedicato la serata di martedì 14 agosto, Nella splendida cornice di Campo di Giove, L’Aquila,  borgo montano inserito nel Parco nazionale della Majella, nel cuore dell’Abruzzo, Cristina Renzetti e Roberto Taufic, straordinari interpreti di caratura internazionale, hanno ripercorso le tappe salienti della carriera di Jobim.

“Jobiniando” è stato un tributo targato Renzetti e Taufic al Maestro della musica popolare brasiliana, a oltre vent’anni dalla scomparsa. Una performance premiata da un pubblico attento e numeroso, accorso nell’atmosfera fresca della piazza di Sant’Eustachio.

A fine serata, ancora carichi di emozione ed entusiasmo, i protagonisti hanno parlato con i giornalisti in sala stampa. Queste le loro dichiarazioni. “Siamo reduci da una serata meravigliosa” dice Roberto Taufic, “dove la musica che abbiamo scelto di suonare ha aperto la porta a un mondo complesso, in cui l’elemento principale è stata la magia. Ci siamo divertiti molto, abbiamo suonato, scherzato e riso insieme al pubblico, che ci accompagnato in questo intervallo come sospeso nello spazio-tempo”.

“La musica di Tom Jobim è profonda e leggera al tempo stesso” aggiunge Cristina Renzetti, “ti avvolge e ti ammalia perché attinge a una ricchezza peculiare: quella della cultura popolare brasiliana, che racchiude elementi diversi, melodie che arrivano immediatamente, da più strati. E’ una complessità molto profonda, armonica e ritmica. Il pubblico, poi, è stato straordinario: ci ha accompagnato fino in fondo, ha capito e ha gradito”.